Il cane e la sua custodia dal punto di vista legislativo

Di Mauro Carta

Uno dei tanti aspetti legislativi che risultano esser tangenti con la cinofilia è quello della custodia del nostro beniamino.

Oggi più che mai avere un cane educato, oltre che per avere con esso un rapporto idilliaco,e per tutelarne l’incolumità, è indispensabile per non contravvenire con tutta una serie di disposizioni normative, che esporrebbero il proprietario a una serie di spiacevoli conseguenze.

Di seguito vengono riportati alcuni riferimenti normativi alla base delle motivazioni di diverse sentenze del giudice di limità.
L’omessa custodia di animali costituisce nel nostro ordinamento giuridico, un ipotesi di reato previsto dal codice penale all’art. 672 comma 1: “Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da euro 25 a euro 258”.

La norma sanziona inoltre il comportamento di chi “aizza o spaventa animali in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone”.

Quanto disposto si completa sistematicamente in forza dell unitarietà dell’ordinamento giuridico con la norma di cui all’art. 2052 c.c. in materia di responsabilità extracontrattuale: “Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito.”